Hello Global Market!
Chiamatemi Walter.
Voglio accompagnarvi in un lungo viaggio attraverso la storia, la matematica e la filosofia dei mercati.
Adesso nessuno di noi sa niente. Poniamolo come regola di base.
Io non so niente, tu non sai niente.
Dimentica quello che pensi di sapere sui mercati, su come si fa trading, su cosa vuol dire capitale, denaro o strategia. Lo dimentico anche io.
Adesso. Istantaneamente.
Perché questa amnesia forzata?
Perché voglio guardare, insieme a te, il mercato con occhi diversi. Einstein sosteneva che la vera follia è fare sempre la stessa cosa, aspettandosi risultati diversi.
Io credo che Einstein non fosse un cervellone (un nerd, se vogliamo) nel senso tradizionale del termine, ma fosse una persona perspicace, intuitiva e curiosa. Immensamente curiosa.
Una persona capace di guarda il mondo e il substrato fisico del mondo con occhi diversi.
Occhi nuovi, o almeno un paio di occhiali bizzarri.
Questa tabula rasa ci permetterà di iniziare questo viaggio senza preconcetti, senza montature o sovrastrutture che non ci farebbero apprezzare il panorama per quel che è.
Siamo turisti, in una città sconosciuta.
Zaino in spalla e sorriso in faccia.
Entriamo nei musei, guardiamo monumenti, osserviamo le persone. Ci sediamo in un bistrot per assaggiare pasticcini tipici o bere del buon vino locale.
Assaggiamo prima di giudicare. Viviamo prima di decidere. Sperimentiamo prima di rifiutare o accogliere.
Se non sappiamo nulla è più facile accorgersi delle novità che la prima volta in cui esplorammo i mercati finanziari (tanto o poco tempo fa) ci sfuggì o giudicammo senza averle concesso il tempo di rivelarsi. Magari osservammo qualcosa che ci sembrò non funzionare come avremmo voluto, e la cassammo.
Forse sbagliando.
Un treno per ovunque.
Prima osserveremo tutto quello che riusciremo a scorgere. Liberi e leggeri, con la curiosità di Einstein. O quella di un bambino che — mi si voglia perdonare l’ardire — è più o meno la stessa cosa.
Ci spostiamo veloci, non ci innamoriamo di nulla. Non rifiutiamo nulla.
Osserviamo e ricordiamo.
Poi sarà il turno delle inferenze. Poi il turno di capirne le regole. Infine arriverà il momento di prevederne le mosse.
In questo viaggio voglio ripercorrere insieme a te i miei esordi. Quello stato di cose che, trent’anni fa, mi avvicinò ai mercati, alla fisica, alla psicologia e alla matematica.
L’obiettivo?
Ah, ah. Lo sapevo che me lo avresti chiesto.
E ti ringrazio per questa domanda, come ti ringrazierò per ogni domanda che porrai. Sempre.
L’obiettivo per ora è uno solo: viaggiare.
Un passo davanti al precedente.
E uno ancora.
Ma il vero viaggiatore è chi parte per partire:
C. Baudealire — Il Viaggio, Le Fleurs du Mal
ha il cuore lieve, simile a un palloncino,
non si allontana mai dal suo destino,
e senza saper perché ripete sempre: “Andiamo!”